Azienda Ospedaliera Bianchi E Melacrino Morelli

 
6.3

La struttura

Questa struttura risulta nel suo complesso buona e nell'ultimo periodo la sua valutazione è in ribasso.

E' un ospedale grande e questo è un vantaggio perché le strutture più grandi generalmente possono sostenere i costi delle professionalità e delle tecnologie necessarie a garantire il massimo livello di efficienza e sicurezza.

E' un ospedale specializzato che gestisce molti pazienti in reparti specializzati.

L'ospedale ha una copertura mediatica bassa, con notizie che ne parlano generalmente in maniera neutra.




Distaccamenti di questo ospedale

Morelli VIA CANTAFFIO - Catanzaro (CZ)
Riuniti via G. MELACRINO - Reggio di Calabria (RC)

2 Recensioni (non influenzano il voto dell'ospedale)

Per la rimozione di un linfonodo al mediastino (un linfonodo gonfio per sarcoidosi) mio padre ha perso la vita.
Voglio sottolineare le sole negligenze mediche perché tutti devono sapere le condizioni della sanità calabrese.
Mio padre doveva affrontare un intervento di rimozione del linfonodo in laparoscopia, entra in sala operatoria alle 8:30. Le prime incongruenze sono nei tempi, i dottori confermano che l'intervento sia iniziato alle 10:30, mio padre moriva alle 11.
Appena hanno iniziato l'intervento per loro stessa parola recidevano un arteria, per loro stessa affermazione hanno provocato un imponente emorragia che ha portato successivamente mio padre ad un arresto cardiaco.
Mio padre moriva tra la loro inefficienza e indifferenza. Mi hanno detto chiaramente che questo intervento per loro è di routine, che i rischi sono di uno su un milione. La cosa più aberrante è che hanno ammesso che per questo genere di intervento in sala operatoria non hanno sacche di sangue.
Quella mattina intorno alle 10.30 io e la mia famiglia abbiamo assistito ad una scena raccapricciante che ci ha fatto subito capire che all'interno del blocco operatorio qualcosa stava andando male, due operatori del centro trasfusionale arrivavano infatti frettolosamente con delle sacche di sangue, hanno citofonato circa 15-20 minuti, dall'interno non apriva nessuno e hanno optato per fare un giro più lungo e provare ad arrivare dall'interno. Quel sangue serviva a mio padre!
Alle 12.20 circa un sanitario usciva dall'interno delle sale operatorie e chiedeva a mia madre di seguirlo, a questo punto i dottori tra cui primario e vice comunicavano il decesso di mio padre.
Senza tante spiegazioni, la facevano uscire nell'incredulità e nello sconforto: mio padre stava benissimo!
Sono stata personalmente rimbalzata dal blocco operatorio al reparto e dal reparto al blocco operatorio, volevo delle spiegazioni.
Vengo fatta entrare in un ufficio, qui si presentano coloro che hanno eseguito l'intervento. Nella freddezza continuano a spiegare e a giustificarsi che l'intervento era con pochissimi o inesistenti rischi.
Voglio sottolineare anche la delicatezza del medico presente in obitorio, durante la trascrizione dei dati gli chiedo quale causa di morte hanno dichiarato dal reparto. Mi dice che la causa era il solo arresto cardiaco, a quel punto sbotto e gli spiego che mio padre era morto sotto i ferri per un emorragia, la risposta?? : "a me cosa importa?".
Lascio a chi legge questa recensione di farsi un idea sui fatti, mio padre era una persona onesta che ci ha cresciuto con i suoi sforzi e il suo lavoro di muratore, i figli di questa gente vengono cresciuti con soldi che puzzano di sangue. Vergognatevi!
Riferito al reparto di CHIRURGIA TORACICA
Mio marito è entrato in questo reparto vivo e ne è uscito morto dopo un semplice intervento in laparascopia per la rimozione di un linfonodo al mediastino.
La spiegazione che abbiamo ricevuto da questi macellai che si definiscono medici ed operano nel reparto con un falso sorriso stampato in faccia, è che invece di recidere il linfonodo hanno reciso un'arteria, quindi hanno dissanguato mio marito.
Hanno decapitato la mia famiglia privandoci dell'affetto più caro, ma si devono rendere conto che presto o tardi anche loro e i loro affetti più cari diventeranno pazienti su un tavolo operatorio, ed io passerò il resto della mia vita augurando loro di versare le stesse lacrime che abbiamo versato io i miei figli e i miei nipoti.
State bene attenti, oggi è toccato a mio marito, domani potrei essere io, o voi che mi leggete la prossima vittima.
Sono stata resa vedova dai primari di questo reparto, gente che dovrebbe solo appendere il camice sporco di sangue al chiodo e vergognarsi anche di respirare.
Riferito al reparto di CHIRURGIA TORACICA

Specializzazione


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Reparti

News

Mamma dà alla luce due gemelli, poi muore: dramma in Calabria, forse caso di malasanità

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella morte di una donna di 43 anni deceduta ieri sera negli «Ospedali riuniti» dopo che nei giorni scorsi aveva dato alla luce nello stesso nosocomio, con parto cesareo, due gemelli.
Il Mattino, 16 Giugno 2016


I medici temevano i magistrati

I medici indagati a Reggio nell’inchiesta “Mala Sanitas” temevano la magistratura. Ansie e preoccupazioni che aumentavano di giorno in giorno, soprattutto nel novembre 2014, all’indomani dei primi blitz dei militari della Guardia di Finanza nei reparti di Ginecologia, Ostetricia, Neonatologia e Anestesia degli Ospedali Riuniti per acquisire le prime cartelle cliniche sospette.
Gazzetta del Sud, 26 Aprile 2016


“Mala Sanitas”, il metodo Reggio a Lamezia

Un modello da esportare. Il “Sistema” usato a Reggio per coprire gli orrori sanitari consumati nei reparti di Ginecologia, Ostetricia, Neonatologia ed Anestesia agli Ospedali Riuniti, che nei giorni scorsi è costato una misura cautelare nei confronti di 11 medici (4 agli arresti domiciliari e 7 interdetti dalla professione medica per 12 mesi), è stato addirittura consigliato ai colleghi dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme travolti da una gravissima vicenda di malasanità.
Gazzetta del Sud, 25 Aprile 2016


Bimbi morti e resi invalidi nell'ospedale degli orrori

Cartelle cliniche manomesse, nascoste in un armadio e poi aggiustate. Nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Reggio Calabria bastava un po’ di bianchetto per cancellare l’orrore di due bimbi morti appena nati, delle malformazioni procurate a gestanti e neonati, di un aborto procurato contro la volontà della paziente.
La Stampa, 22 Aprile 2016


"Mala sanitas" nata da indagine su cosca De Stefano

E' nata grazie ad intercettazioni telefoniche disposte nell'ambito di una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia su persone a vario titolo gravitanti intorno alla cosca di 'ndrangheta dei De Stefano, l'indagine della Guardia di finanza che ha portato stamani all'arresto di 4 medici degli "Ospedali Riuniti" di Reggio Calabria ed alla sospensione per un anno dalla professione altri sei ed una ostetrica.
Gazzetta del Sud, 21 Aprile 2016


Sanità pubblica vs sanità privata

Da molti anni in Regione Lombardia stiamo assistendo ad un cambiamento dalla sanità pubblica a quella privata accreditata che, se controllata adeguatamente, può essere da stimolo a tutti gli operatori sanitari e portare una migliore offerta di salute ai cittadini.
Il Fatto Quotidiano, 30 Marzo 2016


Indirizzo

Azienda Ospedaliera Bianchi E Melacrino Morelli

- reggio di calabria (RC)
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