Ospedale Umberto I

3.6

La struttura

Questa struttura risulta nel suo complesso pessima e nell'ultimo periodo la sua valutazione è in ribasso.

E' un ospedale grande e questo è un vantaggio perché le strutture più grandi generalmente possono sostenere i costi delle professionalità e delle tecnologie necessarie a garantire il massimo livello di efficienza e sicurezza.

E' un ospedale poco specializzato che gestisce pochi pazienti o che ha tanti reparti poco specializzati.

6 Recensioni (non influenzano il voto)

Le attese sono lunghissime, prelievi continui, e nessuno medico che spiega barelle interminabili e ammassate lungo i corridoi, con pazienti in grave condizioni, i medici non passano durante la giornata a vedere come sta il paziente,non parlando poi della mensa che arriva tutto freddo dopo le 13.30 , ma nonostante ciò, il mangiare e un vero e proprio schifo,e tutti i giorni le stesse cose..... immangiabili,gli unici a cui potere fare affidamento sono gli infermieri, e questo è l''ospedale di Enna......inoltre informo che non appena mi dimettono da questa barella da 9 giorni andrò al giornale a portare un video che ho girato all''interno del pronto soccorso e una mia lunga dichiarazione che succede qui al pronto soccorso escluso qualche medico liggio al proprio dovere.......
Le attese sono lunghissime, prelievi continui, e nessuno medico che spiega barelle interminabili e ammassate lungo i corridoi, con pazienti in grave condizioni, i medici non passano durante la giornata a vedere come sta il paziente,non parlando poi della mensa che arriva tutto freddo dopo le 13.30 , ma nonostante ciò, il mangiare e un vero e proprio schifo,e tutti i giorni le stesse cose..... immangiabili,gli unici a cui potere fare affidamento sono gli infermieri, e questo è l''ospedale di Enna......inoltre informo che non appena mi dimettono da questa barella da 9 giorni andrò al giornale a portare un video che ho girato all''interno del pronto soccorso e una mia lunga dichiarazione che succede qui al pronto soccorso escluso qualche medico liggio al proprio dovere.......
Riferito al reparto di PRONTO SOCCORSO
Le attese sono lunghissime, prelievi continui, e nessuno medico che spiega barelle interminabili e ammassate lungo i corridoi, con pazienti in grave condizioni, i medici non passano durante la giornata a vedere come sta il paziente,non parlando poi della mensa che arriva tutto freddo dopo le 13.30 , ma nonostante ciò, il mangiare e un vero e proprio schifo,e tutti i giorni le stesse cose..... immangiabili,gli unici a cui potere fare affidamento sono gli infermieri, e questo è l''ospedale di Enna......inoltre informo che non appena mi dimettono da questa barella da 9 giorni andrò al giornale a portare un video che ho girato all''interno del pronto soccorso e una mia lunga dichiarazione che succede qui al pronto soccorso escluso qualche medico liggio al proprio dovere.......
Le attese sono lunghissime, prelievi continui, e nessuno medico che spiega barelle interminabili e ammassate lungo i corridoi, con pazienti in grave condizioni, i medici non passano durante la giornata a vedere come sta il paziente,non parlando poi della mensa che arriva tutto freddo dopo le 13.30 , ma nonostante ciò, il mangiare e un vero e proprio schifo,e tutti i giorni le stesse cose..... immangiabili,gli unici a cui potere fare affidamento sono gli infermieri, e questo è l''ospedale di Enna......inoltre informo che non appena mi dimettono da questa barella da 9 giorni andrò al giornale a portare un video che ho girato all''interno del pronto soccorso e una mia lunga dichiarazione che succede qui al pronto soccorso escluso qualche medico liggio al proprio dovere.......
Riferito al reparto di PRONTO SOCCORSO
ESPERIENZA TRAUMATICA. Attese infinite per tutto, imbarazzanti discussioni tra medici per stabilire chi ha facoltà di decidere cosa (ricoveri, tac, ecc…), nel mentre il paziente si contorce per i dolori, su una sedia, a digiuno da cibo e acqua da ben 7 ore, in attesa che si mettano d’accordo. IPERPRESENZA di inutili e allegri tirocinanti, giovincelli alle prime armi che massacrano le braccia del paziente. Come su una cavia si esercitano a mettere l’ago cannula, a misurare la pressione e la febbre, fanno ecografie, elettrocardiogrammi, tra una risata e l’altra e senza un minimo di professionalità. E sempre per la gioia dei tirocinanti che hanno l’occasione di osservar qualcosa di raro, o forse perché si è persa la documentazione, o forse anche per la scarsa fiducia che nutre un medico nei confronti dei colleghi del turno precedente (non sicuramente per scrupolo, in quanto la situazione è chiara e inequivocabile), si ripetono gli stessi esami INVASIVI a distanza di qualche ora. Intanto il paziente continua a star male. Finalmente, dopo attese logoranti nei corridoi, intorno alle 19.00, qualcuno che “conta” decide per il ricovero e la tac è fissata per il giorno successivo. Tac fatta, ma l’esito resta un mistero per ben 10 GIORNI, con crescente stato di ansia e preoccupazione di paziente e familiari. Alle volte, basterebbe una rassicurazione, avere dei chiarimenti, capire se c''è soluzione...-questo potrebbe aiutare molto piu'' di di qualunque cura. Tuttavia, nonostante le continue richieste di parlare con un medico, di avere delucidazioni, …nessuno sa niente, dicono sempre :-c’è stata un’urgenza, TRA UN PO’ verrà il medico e vi dirà- . Preciso che il concetto temporale di “TRA UN PO’” è molto relativo in questo ambiente.
L’assistenza durante i giorni di ricovero? IL NULLA, niente di niente. I dolori permangono, nessuna terapia…Ogni tanto si vede un medico che si presenta, viene a salutare, sempre uno diverso, sembra totalmente all''oscuro della situazione e chiede al pazienze stesso cosa abbia. Ometto un evento molto grave, verificatosi durante la permanenza in ospedale. Mi limito solo a scrivere che “se” si decide per la somministrazione di un farmaco, qualunque esso sia, vanno tenute in considerazione le caratteristiche fisiche del paziente (età, peso, corporatura…), la cartella clinica VA GUARDATA (sempre che esista…), ma io non sono medico, quindi mi astengo dal commentare.
Per impotenza appresa, il malato in preda ai dolori, a un certo punto, neanche prova più a chiamare col campanello, capisce di esser in mano a nessuno, di non avere un medico che lo segue, al massimo si presenta l’ennesimo tirocinante che, se non lo ammazza, dice: ora torno- ma al solito sparisce e il dolore permane. Riposare? Impossibile: di giorno il sole picchia nella stanza, non ci sono tende, la porta non si chiude, dunque tutto il giorno (e anche la notte), sbatte di continuo, il letto è rotto, non si può neanche sollevare un po’ la testa e alleviare i disagi del malato, nessuno che abbia preso l’iniziativa di lavarlo, niente carta igienica nei bagni, le stesse lenzuola sporche di sangue (per le braccia massacrate) per ben 10 giorni, un freddo assurdo nella stanza, anche il termostato non funziona, sembra di stare in una cella frigorifera… di fronte a tutto questo, l’assenza di tv o del wifi sono solo stupidi dettagli. E’ chiaro che in queste condizioni il paziente vada in tilt, perde i ritmi circadiani e le sue condizioni sono destinate a peggiorare. Alla fine, dopo 10 giorni, si presenta un medico che annuncia le dimissioni e propone vagamente di rivederci il mese successivo per altri esami ed accertamenti.:- Perché? È guarito? Abbiamo risolto? Cosa abbiamo fatto in questi giorni oltre a perdere tempo prezioso? Perché questi esami non sono stati fatti, Perché non lo avete operato? Come faremo a casa a gestire questi dolori lancinanti?- Risposta:-bisogna solo pazientare e attendere (ma cosa???????)- Situazione al momento delle dimissioni: al dolore iniziale si è aggiunta incapacità di camminare, tremori, grave stato di debolezza dovuta all''impossibilità di mangiare per il malessere, per altro non compensata da alcuna flebo o altro.
E ancora, procedura per ottenere la cartella clinica: Personalmente ho impiegato 6 ore e 34 tentativi di chiamata al telefono, a sentire la musichetta, finalmente rispondono, mi forniscono delle informazioni, ma poco chiare. Mi restano dei dubbi, decido di riprovare a chiamare, dopo altri innumerevoli tentativi, mi rispondono, ma l’iter che mi viene indicato, stavolta, è decisamente diverso dal precedente ! Ci rinuncio.

Nel mio racconto obiettivo è anche giusto citare una nota positiva ossia la varietà, qualità e quantità dei pasti (insalata di riso, tonno, lacerto, carote, spinaci, piselli, fagiolini, carciofi, purè, pollo, pasta col sugo, pastina, frutta, caffè, orzo, latte….), peccato che le condizioni di salute e anche lo stato d’animo non fossero tali da poterne beneficiare. Da segnalare però anche l’occasionale arrivo di vassoi “errati” contenenti cibi non destinati al malato. Questi errori non dovrebbero accadere!!! specie se ci sono intolleranze, allergie o persone di una certa età non in grado di autogestirsi. Anche la struttura è bella, le stanze sono di grandezza adeguata…ma senza buona sanità, dei piatti pieni e dell’estetica architettonica, ce ne facciamo ben poco. Io non lo so se serva la raccomandazione per esser presi sul serio, per ricevere le giuste cure e attenzioni da parte del personale, però in questo modo la gente non guarisce. Il paziente non è un “caso”, un “numero”, è una persona che sta male e che urge di una terapia, ma soprattutto necessita di ascolto, empatia e umanità. Per la cronaca, dopo le dimissioni, in un ospedale di quelli SERI, fuori Provincia, si è proceduto con ricovero e operazione d’urgenza. Problema risolto in meno di una settimana.
ESPERIENZA TRAUMATICA. Attese infinite per tutto, imbarazzanti discussioni tra medici per stabilire chi ha facoltà di decidere cosa (ricoveri, tac, ecc…), nel mentre il paziente si contorce per i dolori, su una sedia, a digiuno da cibo e acqua da ben 7 ore, in attesa che si mettano d’accordo. IPERPRESENZA di inutili e allegri tirocinanti, giovincelli alle prime armi che massacrano le braccia del paziente. Come su una cavia si esercitano a mettere l’ago cannula, a misurare la pressione e la febbre, fanno ecografie, elettrocardiogrammi, tra una risata e l’altra e senza un minimo di professionalità. E sempre per la gioia dei tirocinanti che hanno l’occasione di osservar qualcosa di raro, o forse perché si è persa la documentazione, o forse anche per la scarsa fiducia che nutre un medico nei confronti dei colleghi del turno precedente (non sicuramente per scrupolo, in quanto la situazione è chiara e inequivocabile), si ripetono gli stessi esami INVASIVI a distanza di qualche ora. Intanto il paziente continua a star male. Finalmente, dopo attese logoranti nei corridoi, intorno alle 19.00, qualcuno che “conta” decide per il ricovero e la tac è fissata per il giorno successivo. Tac fatta, ma l’esito resta un mistero per ben 10 GIORNI, con crescente stato di ansia e preoccupazione di paziente e familiari. Alle volte, basterebbe una rassicurazione, avere dei chiarimenti, capire se c''è soluzione...-questo potrebbe aiutare molto piu'' di di qualunque cura. Tuttavia, nonostante le continue richieste di parlare con un medico, di avere delucidazioni, …nessuno sa niente, dicono sempre :-c’è stata un’urgenza, TRA UN PO’ verrà il medico e vi dirà- . Preciso che il concetto temporale di “TRA UN PO’” è molto relativo in questo ambiente.
L’assistenza durante i giorni di ricovero? IL NULLA, niente di niente. I dolori permangono, nessuna terapia…Ogni tanto si vede un medico che si presenta, viene a salutare, sempre uno diverso, sembra totalmente all''oscuro della situazione e chiede al pazienze stesso cosa abbia. Ometto un evento molto grave, verificatosi durante la permanenza in ospedale. Mi limito solo a scrivere che “se” si decide per la somministrazione di un farmaco, qualunque esso sia, vanno tenute in considerazione le caratteristiche fisiche del paziente (età, peso, corporatura…), la cartella clinica VA GUARDATA (sempre che esista…), ma io non sono medico, quindi mi astengo dal commentare.
Per impotenza appresa, il malato in preda ai dolori, a un certo punto, neanche prova più a chiamare col campanello, capisce di esser in mano a nessuno, di non avere un medico che lo segue, al massimo si presenta l’ennesimo tirocinante che, se non lo ammazza, dice: ora torno- ma al solito sparisce e il dolore permane. Riposare? Impossibile: di giorno il sole picchia nella stanza, non ci sono tende, la porta non si chiude, dunque tutto il giorno (e anche la notte), sbatte di continuo, il letto è rotto, non si può neanche sollevare un po’ la testa e alleviare i disagi del malato, nessuno che abbia preso l’iniziativa di lavarlo, niente carta igienica nei bagni, le stesse lenzuola sporche di sangue (per le braccia massacrate) per ben 10 giorni, un freddo assurdo nella stanza, anche il termostato non funziona, sembra di stare in una cella frigorifera… di fronte a tutto questo, l’assenza di tv o del wifi sono solo stupidi dettagli. E’ chiaro che in queste condizioni il paziente vada in tilt, perde i ritmi circadiani e le sue condizioni sono destinate a peggiorare. Alla fine, dopo 10 giorni, si presenta un medico che annuncia le dimissioni e propone vagamente di rivederci il mese successivo per altri esami ed accertamenti.:- Perché? È guarito? Abbiamo risolto? Cosa abbiamo fatto in questi giorni oltre a perdere tempo prezioso? Perché questi esami non sono stati fatti, Perché non lo avete operato? Come faremo a casa a gestire questi dolori lancinanti?- Risposta:-bisogna solo pazientare e attendere (ma cosa???????)- Situazione al momento delle dimissioni: al dolore iniziale si è aggiunta incapacità di camminare, tremori, grave stato di debolezza dovuta all''impossibilità di mangiare per il malessere, per altro non compensata da alcuna flebo o altro.
E ancora, procedura per ottenere la cartella clinica: Personalmente ho impiegato 6 ore e 34 tentativi di chiamata al telefono, a sentire la musichetta, finalmente rispondono, mi forniscono delle informazioni, ma poco chiare. Mi restano dei dubbi, decido di riprovare a chiamare, dopo altri innumerevoli tentativi, mi rispondono, ma l’iter che mi viene indicato, stavolta, è decisamente diverso dal precedente ! Ci rinuncio.

Nel mio racconto obiettivo è anche giusto citare una nota positiva ossia la varietà, qualità e quantità dei pasti (insalata di riso, tonno, lacerto, carote, spinaci, piselli, fagiolini, carciofi, purè, pollo, pasta col sugo, pastina, frutta, caffè, orzo, latte….), peccato che le condizioni di salute e anche lo stato d’animo non fossero tali da poterne beneficiare. Da segnalare però anche l’occasionale arrivo di vassoi “errati” contenenti cibi non destinati al malato. Questi errori non dovrebbero accadere!!! specie se ci sono intolleranze, allergie o persone di una certa età non in grado di autogestirsi. Anche la struttura è bella, le stanze sono di grandezza adeguata…ma senza buona sanità, dei piatti pieni e dell’estetica architettonica, ce ne facciamo ben poco. Io non lo so se serva la raccomandazione per esser presi sul serio, per ricevere le giuste cure e attenzioni da parte del personale, però in questo modo la gente non guarisce. Il paziente non è un “caso”, un “numero”, è una persona che sta male e che urge di una terapia, ma soprattutto necessita di ascolto, empatia e umanità. Per la cronaca, dopo le dimissioni, in un ospedale di quelli SERI, fuori Provincia, si è proceduto con ricovero e operazione d’urgenza. Problema risolto in meno di una settimana.
Riferito al reparto di ASTANTERIA
Reparto di medicina:
Primario maleducato e incompetente, non è all’altezza di capire il più banale dei problemi.
Medici mediocri, vai a chiedere le condizioni del paziente lo trovi con i piedi sul tavolo fumando la pipa,
Infermieri, i pazienti chiamano ma fanno finta di non sentire, passano nelle stanze ogni tanto senza controllare ( mia mamma è morta se ne sono accorti dopo qualche ora),
Hoss incapaci lasciano i pazienti sporchi. ( la paziente vicino lasciata sporca dalla mattina malgrado gli avessi detto 4 volte cambiatela, risposta adesso arriviamo, hanno scaricato il problema al turno del pomeriggio).
Trattano i familiari con arroganza!
I pazienti muoiono come le mosche in tre giorni ne sono morti un casino!!
Tutti i parenti dei pazienti che ho incontrato hanno lamentato quanto da me scritto!
Un medico mi riferisce che è Africa ma dimentica che Africa è più avanti di quel reparto di medicina dove lavora !!!
Non andate perché non sono in grado !!!
Reparto squallido è una affermazione massima che gli si può attribuire!!!
Quel reparto è l’espressione della mala sanità che regna incontrastata in Sicilia che dovrebbe vergognarsi visto e spende 5 volte di più della sanità in Lombardia..
Evitate se potete mia mamma è uscita morta senza che qualcuno facesse per educazione le condoglianze !!! Anzi piuttosto di impegnarsi ti dicono tanto e vecchia deve morire!
Spendo due parole per il pronto soccorso: mia mamma è arrivata in pessime condizioni il medico riferisce dopo svariati esami tra cui Rx al torace riferisce che non ha niente, solo disidratata, niente ai polmoni.
La dimette torna a casa ma mia mamma non respirava bene . Dopo un paio di giorni la riportiamo in ospedale la ricoverano al reparto di medicina salta fuori che ha una grave polmonite con versamenti..
Alla domanda ma come mai
il pronto soccorso la dimessa il medico del reparto di medicina infastidito mi risponde vada a chiederlo a loro !!
INCOMPETENTI andrebbe fatta una commissione di inchiesta per accertare gli orrori che succedono quotidianamente in quel macello disorganizzato e incapace che si chiama “OSPEDALE UMBERTO 1 DI ENNA”
Reparto di medicina:
Primario maleducato e incompetente, non è all’altezza di capire il più banale dei problemi.
Medici mediocri, vai a chiedere le condizioni del paziente lo trovi con i piedi sul tavolo fumando la pipa,
Infermieri, i pazienti chiamano ma fanno finta di non sentire, passano nelle stanze ogni tanto senza controllare ( mia mamma è morta se ne sono accorti dopo qualche ora),
Hoss incapaci lasciano i pazienti sporchi. ( la paziente vicino lasciata sporca dalla mattina malgrado gli avessi detto 4 volte cambiatela, risposta adesso arriviamo, hanno scaricato il problema al turno del pomeriggio).
Trattano i familiari con arroganza!
I pazienti muoiono come le mosche in tre giorni ne sono morti un casino!!
Tutti i parenti dei pazienti che ho incontrato hanno lamentato quanto da me scritto!
Un medico mi riferisce che è Africa ma dimentica che Africa è più avanti di quel reparto di medicina dove lavora !!!
Non andate perché non sono in grado !!!
Reparto squallido è una affermazione massima che gli si può attribuire!!!
Quel reparto è l’espressione della mala sanità che regna incontrastata in Sicilia che dovrebbe vergognarsi visto e spende 5 volte di più della sanità in Lombardia..
Evitate se potete mia mamma è uscita morta senza che qualcuno facesse per educazione le condoglianze !!! Anzi piuttosto di impegnarsi ti dicono tanto e vecchia deve morire!
Spendo due parole per il pronto soccorso: mia mamma è arrivata in pessime condizioni il medico riferisce dopo svariati esami tra cui Rx al torace riferisce che non ha niente, solo disidratata, niente ai polmoni.
La dimette torna a casa ma mia mamma non respirava bene . Dopo un paio di giorni la riportiamo in ospedale la ricoverano al reparto di medicina salta fuori che ha una grave polmonite con versamenti..
Alla domanda ma come mai
il pronto soccorso la dimessa il medico del reparto di medicina infastidito mi risponde vada a chiederlo a loro !!
INCOMPETENTI andrebbe fatta una commissione di inchiesta per accertare gli orrori che succedono quotidianamente in quel macello disorganizzato e incapace che si chiama “OSPEDALE UMBERTO 1 DI ENNA”
Riferito al reparto di MEDICINA INTERNA
Mia mamma di 95 anni per una pancreatite si trova parcheggiata al pronto soccorso e a tutt’oggi nonostante tutti i tentativi non si hanno notizie sulla sua destinazionesul suo stato di salute.Si riconoscono le difficoltà che i io l Covid comporta ma non si giustifica il totale isolamento .Si denuncia il totale difetto organizzativo e l’impreparazione del personsale nella gestione con evidenti responsabilità che rasentano il penale per decisioni cervellotiche fuori da l comune buonsenso.5 giorno. Nei corridoi del pronto soccorso
Mia mamma di 95 anni per una pancreatite si trova parcheggiata al pronto soccorso e a tutt’oggi nonostante tutti i tentativi non si hanno notizie sulla sua destinazionesul suo stato di salute.Si riconoscono le difficoltà che i io l Covid comporta ma non si giustifica il totale isolamento .Si denuncia il totale difetto organizzativo e l’impreparazione del personsale nella gestione con evidenti responsabilità che rasentano il penale per decisioni cervellotiche fuori da l comune buonsenso.5 giorno. Nei corridoi del pronto soccorso
Riferito al reparto di PRONTO SOCCORSO
Sono un paziente di 79 anni e sono stato ricoverato per un trauma cranico nel mese di agosto. Superata la fase di pronto soccorso ho ricevuto cortesia, disponibilità e attenzioni da parte dello staff e dei medici nel reparto di Neurologia. Senza nulla togliere allo staff, Vorrei ringraziare in particolar modo il Professor Zappulla e Dott.sse Lopresti, Ferrigno e Laisa per quanto fatto!
Sono un paziente di 79 anni e sono stato ricoverato per un trauma cranico nel mese di agosto. Superata la fase di pronto soccorso ho ricevuto cortesia, disponibilità e attenzioni da parte dello staff e dei medici nel reparto di Neurologia. Senza nulla togliere allo staff, Vorrei ringraziare in particolar modo il Professor Zappulla e Dott.sse Lopresti, Ferrigno e Laisa per quanto fatto!
Riferito al reparto di NEUROLOGIA

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Ospedale Umberto I

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Le scoperte che trasformeranno il mondo della salute.
Scoperte che faranno parte davvero del nostro domani, selezionate da Thatmorning e raccontate da Daniela Faggion, che in ogni puntata dà voce alle eccellenze italiane in prima persona.