Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia/Cervello

7.9

La struttura

Questa struttura risulta nel suo complesso molto buona e nell'ultimo periodo la sua valutazione è stabile.

E' un ospedale grande e questo è un vantaggio perché le strutture più grandi generalmente possono sostenere i costi delle professionalità e delle tecnologie necessarie a garantire il massimo livello di efficienza e sicurezza.

E' un ospedale specializzato che gestisce molti pazienti in reparti specializzati.



Distaccamenti di questo ospedale

Casa del Sole via UR3 n. 19 - Palermo (PA)
Cervello Via Trabucco n. 180 - Palermo (PA)
CTO Centro Traumatologico Ortopedico Via Cassarà - Palermo (PA)
Villa Sofia Piazzetta Salerno n. 1 - Palermo (PA)

5 Recensioni (non influenzano il voto)

Seguita correttamente
Seguita correttamente
Riferito al reparto di CARDIOLOGIA
Dopo diversi mesi dalla visita priviara, presso L''U. O. di senologiacon la dott. Ssa Faldetta, vengo contattata dicendomi che nella mammografia erano presenti delle microcalcificazioni (potenzialmente maligne) DOPO 6 Mesi! Allo stesso tempo però mi dicono che da lí a breve l intero reparto andrà in ferie e che non sapevano quando mi avrebbero contattata perché dipendeva dalle priorità.
Fortunatamente, nel constatare tanta imperizia, mi sono rivolta ad un''altra struttura dove tempestivamente considerata l''urgenza del mio caso (il giorno successivo) mi viene fatta la biopsia stereotassica dalla quale é emersa la presenza di un carcinoma duttale infiltrante. Ho subito una mastectomia totale.
Non mi. sento, per la mia personals esperienza, di raccomandare questo reparto.
Dopo diversi mesi dalla visita priviara, presso L''U. O. di senologiacon la dott. Ssa Faldetta, vengo contattata dicendomi che nella mammografia erano presenti delle microcalcificazioni (potenzialmente maligne) DOPO 6 Mesi! Allo stesso tempo però mi dicono che da lí a breve l intero reparto andrà in ferie e che non sapevano quando mi avrebbero contattata perché dipendeva dalle priorità.
Fortunatamente, nel constatare tanta imperizia, mi sono rivolta ad un''altra struttura dove tempestivamente considerata l''urgenza del mio caso (il giorno successivo) mi viene fatta la biopsia stereotassica dalla quale é emersa la presenza di un carcinoma duttale infiltrante. Ho subito una mastectomia totale.
Non mi. sento, per la mia personals esperienza, di raccomandare questo reparto.
Riferito al reparto di CHIRURGIA GENERALE
Sono stata operata presso il reparto di ginecologia dell''ospedale Cervello di Palermo il 25 ottobre 2018 dal Dott. Claudio Rossi per due fibromi sottosierosi rispettivamente di 10 e 8 cm l''intervento, eseguito in laparotomia, è andato molto bene, e i tempi di ripresa sembrano miracolosi!! Solo dopo due gg dall''operazione, sono stata in grado di alzarmi dal letto ed ero assolutamente autosufficiente. L''incisione eseguita per togliere i fibromi ha rispettato perfettamente il taglio fatto 7 anni fa a seguito del cesareo e non ho avuto alcun problema addominale di sorta non ravvisandosi neanche gonfiore addominale.

Il Dott. Rossi ha trattato il mio caso con estrema professionalità e umanità sin dalla prima visita ginecologica, visitandomi con un’assistente in maniera molto accurata.

Dopo avere eseguito l''anamnesi di rito, ha fatto un''ecografia addominale, controllato le analisi del sangue, e valutato ogni elemento che potesse incidere sull''operazione, ha proceduto persino ad osservare la funzionalità renale. A differenza di altri medici che avevo consultato in precedenza, il Dott. Rossi ha valutato ogni aspetto con grande meticolosità facendomi ragionare su tutte le ipotesi di intervento che avrei potuto scegliere per togliere i fibromi e successivamente non mi ha lasciato mai sola né prima dell''intervento né dopo, prodigandosi anche a rispondere a tutte le mie domande e perplessità e concedendomi anche consulenze telefoniche in ordine a problematiche contingenti .

Gli sono infinitamente grata per tutto
Sono stata operata presso il reparto di ginecologia dell''ospedale Cervello di Palermo il 25 ottobre 2018 dal Dott. Claudio Rossi per due fibromi sottosierosi rispettivamente di 10 e 8 cm l''intervento, eseguito in laparotomia, è andato molto bene, e i tempi di ripresa sembrano miracolosi!! Solo dopo due gg dall''operazione, sono stata in grado di alzarmi dal letto ed ero assolutamente autosufficiente. L''incisione eseguita per togliere i fibromi ha rispettato perfettamente il taglio fatto 7 anni fa a seguito del cesareo e non ho avuto alcun problema addominale di sorta non ravvisandosi neanche gonfiore addominale.

Il Dott. Rossi ha trattato il mio caso con estrema professionalità e umanità sin dalla prima visita ginecologica, visitandomi con un’assistente in maniera molto accurata.

Dopo avere eseguito l''anamnesi di rito, ha fatto un''ecografia addominale, controllato le analisi del sangue, e valutato ogni elemento che potesse incidere sull''operazione, ha proceduto persino ad osservare la funzionalità renale. A differenza di altri medici che avevo consultato in precedenza, il Dott. Rossi ha valutato ogni aspetto con grande meticolosità facendomi ragionare su tutte le ipotesi di intervento che avrei potuto scegliere per togliere i fibromi e successivamente non mi ha lasciato mai sola né prima dell''intervento né dopo, prodigandosi anche a rispondere a tutte le mie domande e perplessità e concedendomi anche consulenze telefoniche in ordine a problematiche contingenti .

Gli sono infinitamente grata per tutto
Riferito al reparto di OSTETRICIA E GINECOLOGIA
Il 30 marzo scorso sono stata ricoverata in neurochirurgia di Villa Sofia Palermo a causa di un ematoma augurale cronico. Ho subito due interventi per la rimozione dell ematoma, il secondo dei quali a causa di una recidiva. Ad oggi la problematica sembra orientata al superamento della medesima, salvi i previsti ulteriori controlli in ottobre p.v.. Tutto ciò grazie alla capacità e professionalità dello staff medico (d.sse Tumbiolo, Lombardo, Porcaro, Tutino e dott. Franchina e La Fata), sempre presente e attento, a cui indirizzo la mia gratitudine.
Un ringraziamento alla gentile caposala e al personale infermieristico sempre disponibile e puntuale, in particolare un grazie a Mariangela, Debora, Manuela, Francesca,Giusy, Maria e Paolo, tutti professionisti che hanno mostrato attenzione ed orientamento al paziente nonché affetto e comprensione che danno il valore aggiunto alla loro prestazione professionale.
Grazie a tutti.
Elena Puleo




Il 30 marzo scorso sono stata ricoverata in neurochirurgia di Villa Sofia Palermo a causa di un ematoma augurale cronico. Ho subito due interventi per la rimozione dell ematoma, il secondo dei quali a causa di una recidiva. Ad oggi la problematica sembra orientata al superamento della medesima, salvi i previsti ulteriori controlli in ottobre p.v.. Tutto ciò grazie alla capacità e professionalità dello staff medico (d.sse Tumbiolo, Lombardo, Porcaro, Tutino e dott. Franchina e La Fata), sempre presente e attento, a cui indirizzo la mia gratitudine.
Un ringraziamento alla gentile caposala e al personale infermieristico sempre disponibile e puntuale, in particolare un grazie a Mariangela, Debora, Manuela, Francesca,Giusy, Maria e Paolo, tutti professionisti che hanno mostrato attenzione ed orientamento al paziente nonché affetto e comprensione che danno il valore aggiunto alla loro prestazione professionale.
Grazie a tutti.
Elena Puleo




Riferito al reparto di NEUROCHIRURGIA
Cari lettori, voglio rendervi partecipi della disavventura che sto vivendo presso la struttura sanitaria di Palermo villa Sofia reparto astanteria. Sono le 01:30 del 19.08.2017, In questo momento mi trovo seduto in una sedia davanti la porta del reparto, dove ieri sera è stato ricoverato il mio papà. Quando siamo giunti al reparto, prima di entrare nella stanza, il
Medico di guardia...mi dice... lei si stia fuori il tempo che sistemiamo suo padre e lei deve andare via ..... stupito di tale affermazione... chiedevo chiarimenti in merito, la dottoressa che a primo impatto sembrava molto scontrosa si è rilevata molto professionale, dopo aver visionato la cartella clinica di mio padre, mi chiedeva di poter estrarre copia di alcuni documenti sullo studio della malattia rara di cui è affetto, per poterla mostrare ai propri collegi e confrontarsi. La dottoressa mi autorizzava a rimanere nella stanza ad accudire mio padre.
La mattina seguente, a cambio turno dei medici, venivo contattato dal medico di turno, anch'essa molto professionale gentile e cortese , dopo aver studiato attentamente la cartella clinica di mio padre e dopo aver avuto delle delucidazioni sulle malattie sofferte e sui farmaci assunti, mi autorizzava di rimanere in stanza per accudire mio padre. Alle successive ore 22, si presenta nella stanza un inserviente, la quale mi invita ad uscire perché l'orario delle visite era concluso.....chiedo di parlare con il medico di turno, ......vengo ricevuto da una dottoressa, alla quale chiedo umilmente di farmi rimanere per la notte perché preoccupato per la salute di mio padre, in quanto quest'ultimo necessità costante di assistenza.... senza neanche alzare lo sguardo mi dice no.....non è possibile....chiedo...dottoressa mi scusi ha visionato la cartella clinica di mio
Padre ? .., mi risponde no....la vedrò appena sarò nella stanza.... chiedo nuovamente per favore la consulti prima di dirmi di no.... cercavo di convincerla e la portavo a conoscenza che i suoi colleghi che l'hanno preceduta , hanno capito la gravità e mi hanno permesso di rimanere.... mi risponde.... i miei colleghi hanno sbagliato......ed anche dopo aver visionato la cartella e sempre no. Mi è crollato il
Mondo addosso, al pensiero di lasciare mio padre solo.... premetto....dalle patologie sofferte, non può neanche azionare il campanello per chiamare aiuto ed essere soccorso e non è monitorato da nessun macchinario che ne controlla la vitalità..... infastidito di tale diniego, sempre con educazione, gli dicevo : lei si sta assumendo una grossa responsabilità senza neanche guardare la cartella clinica... mi risponde mi assumo le
Mie responsabilità...ora vada e mi ha cacciato via. Come sapete sono un appartenente dell'Arma dei Carabinieri e in ogni circostanza devo mantenere un certo decoro e soprattutto mantenere la calma. Sono andato a dare un bacio a mio padre e sono uscito, ora sono qui che aspetto seduto in una sedia, un'ora fa ho suonato e mi hanno aperto, sempre con gentilezza e cortesia, ho chiesto di poter vedere mio padre, cosa che mi è stata concessa, mi sono assicurato che stava riposando, ho ringraziato e sono andato via. Nella porta della stanza c'e affisso un cartello: non è permesso di assiste il proprio familiare ad eccezione dei casi valutati dal personale medico. La dottoressa non ha voluto neanche guardare la cartella clinica, con quale criterio ha deciso che mio padre non avesse bisogno di assistenza !!!!!! Alle 2:47 si apre la porta, l'inserviente mi chiama....vada da suo padre, arrivo in camera e lo trovo che si era strappato tutto e delirava, mi dice rimanga qua con suo padre. Questa sera ho solo potuto constatare che non è la sanità che non funziona sono le persone che non la fanno funzionare.
Cari lettori, voglio rendervi partecipi della disavventura che sto vivendo presso la struttura sanitaria di Palermo villa Sofia reparto astanteria. Sono le 01:30 del 19.08.2017, In questo momento mi trovo seduto in una sedia davanti la porta del reparto, dove ieri sera è stato ricoverato il mio papà. Quando siamo giunti al reparto, prima di entrare nella stanza, il
Medico di guardia...mi dice... lei si stia fuori il tempo che sistemiamo suo padre e lei deve andare via ..... stupito di tale affermazione... chiedevo chiarimenti in merito, la dottoressa che a primo impatto sembrava molto scontrosa si è rilevata molto professionale, dopo aver visionato la cartella clinica di mio padre, mi chiedeva di poter estrarre copia di alcuni documenti sullo studio della malattia rara di cui è affetto, per poterla mostrare ai propri collegi e confrontarsi. La dottoressa mi autorizzava a rimanere nella stanza ad accudire mio padre.
La mattina seguente, a cambio turno dei medici, venivo contattato dal medico di turno, anch'essa molto professionale gentile e cortese , dopo aver studiato attentamente la cartella clinica di mio padre e dopo aver avuto delle delucidazioni sulle malattie sofferte e sui farmaci assunti, mi autorizzava di rimanere in stanza per accudire mio padre. Alle successive ore 22, si presenta nella stanza un inserviente, la quale mi invita ad uscire perché l'orario delle visite era concluso.....chiedo di parlare con il medico di turno, ......vengo ricevuto da una dottoressa, alla quale chiedo umilmente di farmi rimanere per la notte perché preoccupato per la salute di mio padre, in quanto quest'ultimo necessità costante di assistenza.... senza neanche alzare lo sguardo mi dice no.....non è possibile....chiedo...dottoressa mi scusi ha visionato la cartella clinica di mio
Padre ? .., mi risponde no....la vedrò appena sarò nella stanza.... chiedo nuovamente per favore la consulti prima di dirmi di no.... cercavo di convincerla e la portavo a conoscenza che i suoi colleghi che l'hanno preceduta , hanno capito la gravità e mi hanno permesso di rimanere.... mi risponde.... i miei colleghi hanno sbagliato......ed anche dopo aver visionato la cartella e sempre no. Mi è crollato il
Mondo addosso, al pensiero di lasciare mio padre solo.... premetto....dalle patologie sofferte, non può neanche azionare il campanello per chiamare aiuto ed essere soccorso e non è monitorato da nessun macchinario che ne controlla la vitalità..... infastidito di tale diniego, sempre con educazione, gli dicevo : lei si sta assumendo una grossa responsabilità senza neanche guardare la cartella clinica... mi risponde mi assumo le
Mie responsabilità...ora vada e mi ha cacciato via. Come sapete sono un appartenente dell'Arma dei Carabinieri e in ogni circostanza devo mantenere un certo decoro e soprattutto mantenere la calma. Sono andato a dare un bacio a mio padre e sono uscito, ora sono qui che aspetto seduto in una sedia, un'ora fa ho suonato e mi hanno aperto, sempre con gentilezza e cortesia, ho chiesto di poter vedere mio padre, cosa che mi è stata concessa, mi sono assicurato che stava riposando, ho ringraziato e sono andato via. Nella porta della stanza c'e affisso un cartello: non è permesso di assiste il proprio familiare ad eccezione dei casi valutati dal personale medico. La dottoressa non ha voluto neanche guardare la cartella clinica, con quale criterio ha deciso che mio padre non avesse bisogno di assistenza !!!!!! Alle 2:47 si apre la porta, l'inserviente mi chiama....vada da suo padre, arrivo in camera e lo trovo che si era strappato tutto e delirava, mi dice rimanga qua con suo padre. Questa sera ho solo potuto constatare che non è la sanità che non funziona sono le persone che non la fanno funzionare.
Riferito al reparto di ASTANTERIA

Specializzazione

7.9

Specializzazione in colera


Il colera è un'infezione dell'intestino tenue da parte di alcuni ceppi del batterio gram-negativo, a forma di virgola, Vibrio cholerae o vibrione. La condizione può presentarsi senza alcun sintomo, in forma lieve o grave. Il sintomo classico è la diarrea profusa, spesso complicata con acidosi, ipokaliemia, crampi muscolari e vomito, che dura un paio di giorni. La diarrea può essere così grave che può portare in poche ore ad una grave disidratazione e squilibrio elettrolitico. Questo può comportare occhi infossati, pelle fredda, diminuita elasticità della cute e rughe delle mani e dei piedi. La disidratazione può causare cianosi, un colore bluastro della pelle. I sintomi iniziano da due ore a cinque giorni dopo l'esposizione. Il colera è causata da un certo numero di tipi di Vibrio cholerae e alcuni tipi sono in grado di causare una malattia più grave di altri. Questi batteri si sviluppano per lo più in acqua e cibo che è stato contaminato con feci umane contenenti batteri. Anche i frutti di mare non sufficientemente cotti sono una fonte comune. Gli esseri umani sono gli unici ad essere colpiti da questi agenti patogeni. Fattori di rischio per la malattia comprendono una scarsa igiene, un'insufficiente disponibilità di acqua potabile e la povertà. Vi sono preoccupazioni riguardo alla possibilità che l'innalzamento del livello del mare possa aumentere i tassi di malattia. Il colera può essere diagnosticato da un esame delle feci. Un test rapido è disponibile, ma non è così preciso. La prevenzione consiste nel predisporre servizi igienici adeguati e fornire accesso all'acqua potabile. I vaccini contro il colera somministrati per via orale forniscono una protezione ragionevole per circa sei mesi e hanno il vantaggio di proteggere anche dall'infezione da Escherichia coli. Il trattamento primario consiste nella terapia di reidratazione orale, ovvero la sostituzione dei liquidi con soluzioni leggermente dolci e salati.Le soluzioni a base di riso sono preferite. La supplementazione di zinco è utile nei bambini. Nei casi più gravi, può essere richiesta la somministrazione di fluidi per via endovenosa, come il Ringer lattato, mentre gli antibiotici possono fornire un beneficio. Il test per evidenziare quale tipo di antibiotico sia più efficace per fronteggiare l'infezione può aiutare nella scelta del trattamento ottimale. Il colera colpisce circa da 3 a 5 milioni di persone in tutto il mondo e nel 2010 aveva causato tra i 58.000 e i 130.000 decessi. Anche se è attualmente classificato come una pandemia, nel mondo sviluppato è assai raro. I bambini sono i più soggetti a contrarre l'infezione. Il colera si presenta sia come una epidemia circoscritta che come endemia cronica in alcune zone. Le aree che hanno un rischio permanente di malattia comprendono l'Africa e l'Asia sud-orientale. Nonostante che il rischio di morte tra le persone infettati sia solitamente inferiore al 5%, tale valore può arrivare al 50% in alcuni gruppi che non hanno accesso alle cure. Alcune descrizioni storiche del colera si trovano già a paritre dal V secolo a.C. in alcuni scritti in sanscrito. Lo studio della malattia da parte del medico inglese John Snow, svolto tra il 1849 e il 1854, ha portato a significativi progressi nel campo dell'epidemiologia. Il batterio è stato identificato per la prima volta nel 1854 dall'anatomista italiano Filippo Pacini e studiato dettagliatamente nel 1884 dal medico tedesco Robert Koch. Il nome deriva dal greco choléra (cholé=bile) e indicava la malattia che scaricava con violenza gli umori del corpo e lo stato d'animo conseguente: la collera.


Perché questo voto?

La ottima valutazione per la specializzazione in colera deriva in primo luogo dal fatto che questa struttura tratta un numero medio di pazienti con questa patologia, mentre i reparti in cui li cura risultano essere buoni, con valutazione molto superiore alla media nazionale.


Perché il voto cambia?
Il voto generale di questo ospedale è 7.8 ed è la media della specializzazione in ciascuna patologia. Il voto diventa più preciso quando si analizza una patologia perché è possibile raffinare la valutazione con alcuni parametri aggiuntivi, quali ad esempio il numero di casi trattati e gli esiti degli interventi per la patologia ricercata.
Viene inoltre valutata la completezza dell'offerta all'interno dell'ospedale: ad esempio valutiamo positivamente la presenza di un reparto di terapia intensiva neonatale a fianco al reparto di ostetricia e ginecologia, poichè la struttura è attrezzata per gestire eventuali complicazioni.

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Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia/Cervello

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