IEO - Istituto Europeo di Oncologia

8.4

La struttura

Questa struttura risulta nel suo complesso ottima e nell'ultimo periodo la sua valutazione è in rialzo.

E' un ospedale grande e questo è un vantaggio perché le strutture più grandi generalmente possono sostenere i costi delle professionalità e delle tecnologie necessarie a garantire il massimo livello di efficienza e sicurezza.

E' un ospedale specializzato che gestisce molti pazienti in reparti specializzati.

L'ospedale ha una copertura mediatica bassa, con notizie che ne parlano generalmente in maniera neutra.




Andamento del voto

8 Recensioni (non influenzano il voto)

La storia di Francesca Paola: Malattia di hodgkin

I primi segnali sono stati: tachicardia, pericardite, insonnia, sudorazione, prurito notturno e tosse persistente L'amore della mia famiglia, del mio fidanzato, dei miei amici e di tutti quelli che mi hanno sostenuto hanno fatto sì che io potessi caricare ogni giorno la mia arma migliore: il mio sorriso. Non è stata una battaglia semplice, ma sapevo cosa volevo, io volevo vivere e non gli avrei permesso di averla vinta! Non sono arrabbiata con la vita per avermi fatto vivere questo male, anzi la ringrazio...Leggi tutta la storia
Trovarsi 10 anni dopo con una recidiva è stata davvero una spiacevole sorpresa. A 41 anni ho combattutto (e vinto) per 2 volte il tumore al seno. La prima volta sconfitto con quadrantectomia / chemioterapia/radioterapia e terapia ormonale per 5 anni (cure in humanitas e multimedica), la seconda (e spero ultima nella vita) in IEO a Milano. Evidentemente, stavolta sapevo a cosa sarei andata incontro e ho scelto di affidarmi all’istituto IEO, eccellenza proprio per questo tipo di cancro. Nonostante fosse il periodo di Natale, non si è perso tempo. Sono stati super celeri nel programmare il mio percorso di cura con tutti gli esami necessari, nel posizionare il port (che spero di togliere presto, non l’ho mai accettato psicologicamente), nel fissare gli appuntamenti per la chemio e poi per l’intervento di mastectomia totale di destra con ricostruzione con protesi e dissezione ascellare di sinistra con mastopessi. Tutto lo staff si è dimostrato competente ed estremamente comprensivo: dalle infermiere del reparto oncologia (un particolare ringraziamento a Simona, Cinzia e Tatiana per la loro squisita disponibilità ed allegria), alla dott.ssa Pizzamiglio abile nel trovare per via ecografica un linfonodo sospetto, estremamente minuscolo, che poi si è rivelato positivo, ai vari oncologi incontrati che con pazienza e chiarezza hanno spiegato la situazione.
Un ringraziamento di cuore va al dottor Pietro Caldarella, chirurgo senologo, e al dott Pietro Loschi, chirurgo plastico, per la loro squisita gentilezza, eccezionale umanità, costante disponibilità (anche durante il weekend o dopo una giornata lavorativa di sicuramente oltre 10 ore) e indiscutibile professionalità. Voglio ringraziarli pubblicamente anche per i loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo che infonde serenità nonostante la situazione difficile. Siete 2 angeli e ringrazio il cielo per avervi incontrato sul mio cammino!
Emanuela
Riferito al reparto di CHIRURGIA PLASTICA
Ho accompagnato mio padre all''IEO a causa di una recidiva di un tumore al colon retto. Premetto che fino a pochi mesi fa gli esami erano a posto, il medico che ha eseguito la colon ha parlato di un piccolo ammasso di cellule spuntate da un mesetto. Abbiamo investito quasi 1000 euro in questo viaggio prenotato immediatamente non appena abbiamo visto che sul sito dell''IEO si parlava di efficienza, di ricerca, di affiancamento al paziente. Dopo un anno passato a combattere con tenacia e forza, l''esperienza all''IEO ci ha distrutti, non abbiamo trovato né cortesia, né comprensione e nemmeno ascolto! La prima cosa che l''oncologo ci ha detto è stata "abbiamo 20 minuti di tempo", 15 dei quali li ha passati a caricare il materiale clinico sul pc, senza ascoltare le nostre domande, per poi concludere freddamente chiedendoci "perché siete venuti qui? cosa cercavate?" e “questa non è l’ultima operazione che farà, si abitui”. Ci hanno indotto ad arrenderci, alla faccia di tutte le scritte di speranza che dominavano sui muri dell’ospedale, altro che ricerca, altro che lottare e sperare, quasi quasi mi parlavano di morte. Indignati abbiamo accettato di fare una visita da un chirurgo già che eravamo lì, altri 210 euro dopo aver ripetuto un''ora di attesa per rifare l''accettazione. Ma anche lì stesso trattamento, come se fossimo numeri, come se fare il medico fosse solo un modo per guadagnare. Avevamo una risonanza fatta appositamente la settimana scorsa, quindi ho proposto al “medico” di visionarla, visto che iniziava già a parlare di metastasi, di infiltrazione, senza vedere nulla, “può essere che operiamo e rispunta in un altro posto” mi ha detto. Mi ha risposto “lascia il dischetto alla mia segretaria”. Sicuramente non volevamo essere illusi, ma nemmeno volevamo preoccupazioni in più a quelle che già abbiamo, senza avere nessun esame davanti ma solo supposizioni. Sarei stata più contenta se mi avessero detto “Prima di operare controlliamo, facciamo gli esami che mi servono a capire la condizione della recidiva, guardiamo la risonanza che avete fatto voi”, niente. Per non parlare alle domande alle quali non mi hanno nemmeno risposto… Se per loro essere medici significa questo!
Riferito al reparto di ONCOLOGIA
Ho accompagnato mio padre all''IEO a causa di una recidiva di un tumore al colon retto. Premetto che fino a pochi mesi fa gli esami erano a posto, il medico che ha eseguito la colon ha parlato di un piccolo ammasso di cellule spuntate da un mesetto. Abbiamo investito quasi 1000 euro in questo viaggio prenotato immediatamente non appena abbiamo visto che sul sito dell''IEO si parlava di efficienza, di ricerca, di affiancamento al paziente. Dopo un anno passato a combattere con tenacia e forza, l''esperienza all''IEO ci ha distrutti, non abbiamo trovato né cortesia, né comprensione e nemmeno ascolto! La prima cosa che l''oncologo ci ha detto è stata "abbiamo 20 minuti di tempo", 15 dei quali li ha passati a caricare il materiale clinico sul pc, senza ascoltare le nostre domande, per poi concludere freddamente chiedendoci "perché siete venuti qui? cosa cercavate?" e “questa non è l’ultima operazione che farà, si abitui”. Ci hanno indotto ad arrenderci, alla faccia di tutte le scritte di speranza che dominavano sui muri dell’ospedale, altro che ricerca, altro che lottare e sperare, quasi quasi mi parlavano di morte. Indignati abbiamo accettato di fare una visita da un chirurgo già che eravamo lì, altri 210 euro dopo aver ripetuto un''ora di attesa per rifare l''accettazione. Ma anche lì stesso trattamento, come se fossimo numeri, come se fare il medico fosse solo un modo per guadagnare. Avevamo una risonanza fatta appositamente la settimana scorsa, quindi ho proposto al “medico” di visionarla, visto che iniziava già a parlare di metastasi, di infiltrazione, senza vedere nulla, “può essere che operiamo e rispunta in un altro posto” mi ha detto. Mi ha risposto “lascia il dischetto alla mia segretaria”. Sicuramente non volevamo essere illusi, ma nemmeno volevamo preoccupazioni in più a quelle che già abbiamo, senza avere nessun esame davanti ma solo supposizioni. Sarei stata più contenta se mi avessero detto “Prima di operare controlliamo, facciamo gli esami che mi servono a capire la condizione della recidiva, guardiamo la risonanza che avete fatto voi”, niente. Per non parlare alle domande alle quali non mi hanno nemmeno risposto… Se per loro essere medici significa questo!
Riferito al reparto di ONCOLOGIA
Sono stata operata anni fa privatamente (17mila euro) di tumore al seno. E'' stata una pessima esperienza, soprattutto per il follow up con certa dott. Giovanna Gatti che si era addirittura dimenticata di darmi i farmaci (Tamoxifene) , mi sono sentita totalmente abbandonata a me stessa. E'' un ospedale molto male organizzato, medici frettolosi. Solo il reparto di radioterapia lavorava bene ma non e'' sufficiente. Esperienza traumatica.
Riferito al reparto di ONCOLOGIA
Lasciate perdere,non competenti e sbrigativi. Il tutto ad un prezzo tutt''altro che basso.
Riferito al reparto di OSTETRICIA E GINECOLOGIA
Oggi 24/01 mi sonp recatp all'istituto dalla Puglia per un consulto per uma questione molto importante. Nessun dialogo,Dottori spartani
Mi è sembratp un grande supermercato,addirittura ci vendono anche i gadget!quindi è solo uma questione di business.poveri malati
Riferito al reparto di ONCOLOGIA
Conosco questo reparto per esperienza indiretta, ho accompagnato diverse volte un mio amico ed ho avuto a che fare con diversi infermieri e medici. Tutti accomunati da una grande attenzione nello spiegare la situazione, non sempre piacevole date le patologie trattate. Non posso valutare la preparazione medica dato che non me ne intendo, ma credo che le competenze di questo centro siano fuori discussione.
Riferito al reparto di ONCOLOGIA

Specializzazione


Cerca una patologia per vedere come viene curata in questo ospedale:

Reparti

News

L’oncologo Sacchini torna dagli Usa Sarà l’«erede» di Veronesi allo Ieo

È uno dei rientri di cervelli più clamoroso degli ultimi anni. Già conteso da Istituto dei tumori, Ieo e San Raffaele, il suo ritorno a Milano è stato annunciato a più riprese invano. Adesso è la volta buona. Virgilio Sacchini, 60 anni, oncologo di fama mondiale, lascia il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York per l’Istituto europeo di oncologia.
Corriere Della Sera, 19 Aprile 2016


Il naso elettronico imita i cani e fiuta il tumore al polmone

Il naso del cane, poco tecnologico ma alquanto sofisticato, è prezioso per gli scienziati alla ricerca di uno strumento efficace di screening con cui diagnosticare precocemente il tumore al polmone. L’acuità olfattiva del cane è, infatti, tale da discriminare sostanze anche a concentrazioni bassissime, come una parte su mille miliardi. Proprio dal fiuto del migliore amico dell’uomo è nata l’idea di analizzare il respiro e l’urina umani alla ricerca delle tracce della malattia.
La Stampa, 24 Marzo 2016


La frase choc del medico indagato «Chi entra in ospedale è già morto

Una lunga malattia. Le cure, estenuanti e dolorose. E infine la morte. Ora, anche un'inchiesta della Procura per fare luce sul decesso di una ...
Il Giornale, 05 Ottobre 2013


Indirizzo

IEO - Istituto Europeo di Oncologia

via giuseppe ripamonti, 435 - milano (MI)
Contatta l'ospedale