Sangue, sistema ematico e linfatico

Anemie

Anemia perniciosa
La storia di Ilaria presso Azienda Ospedaliera di Padova, Padova

Il primo impatto

Come sei arrivato a capire che nella tua vita aveva fatto incursione questa malattia?

Tornata a casa da scuola sentii un peso nella pancia e mio Papà mi portò al pronto soccorso dove mi fecero tutti i relativi controlli, dopodiché ritornai alla mia vita di tutti i giorni, anche se gli esami del sangue non erano ancora perfettamente a posto. Speravo che la mia parentesi ospedaliera si chiudesse lì ma mi sbagliavo, e infatti, un giorno di febbraio, mentre mi preparavo per andare a scuola, iniziò a girarmi la testa, la vista si annebbiò, persi completamente il controllo del mio corpo fino a cadere a terra. Poco dopo ero nuovamente in ospedale ma stavolta la situazione non era per niente bella, lo capivo dallo sguardo dei medici e da come guardavano increduli gli schermi che mostravano la mia pancia.

Quali sono state le reazioni tue e di chi ti circonda?

Più il primario parlava più mi sembrava un incubo: non poteva essere vero, ma purtroppo niente di tutto ciò era frutto della mia immaginazione e me ne accorsi quando, uscita da quell’ufficio, vidi mio fratello tirare calci alle sedie e mia mamma, mio papà e mio zio guardarmi con gli occhi lucidi come mai prima in vita mia.


Come si affronta

Come ti sei curato? Quali le tappe o le fasi più significative del tuo percorso terapeutico?

L'operazione non era bastata, ho dovuto affrontare anche quattro cicli di chemioterapia


Cosa cambia

Come è cambiata la tua vita da quando hai affrontato/stai affrontando questo problema di salute?

Il cancro mi toglieva i miei amati capelli pian piano, la mia faccia diventava ogni giorno sempre più gonfia, il mio fisico era sempre più debole dopo ogni ciclo di chemio ma la mia voglia di vincere era più forte di tutto. Non c’è stato un giorno in cui io abbia pensato di mollare, il cancro non mi poneva limiti ma anzi io li ponevo a lui, perché cercavo di vivere la mia quotidianità di sempre, scherzando, giocando, uscendo e andando a scuola sempre con la mia parrucca e la mia mascherina.

Quali sono le emozioni che quotidianamente devi affrontare?

Alla fine ho vinto io, a giugno 2011 il tumore non c’era più ed io tornavo a vivere, niente e nessuno mi avrebbe più fermata nei miei obbiettivi, la mia vita da lì in poi è stata sempre in salita, e se in passato l’ho tanto odiato, a cinque anni di distanza posso solo dire GRAZIE perché mi ha reso la piccola, grande donna che sono oggi, a cui nulla fa più paura.

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