Disordini mentali

Disturbi dell'umore

Depressione nevrotica
La storia di Sabrina Bacchetti

Il primo impatto

Come sei arrivato a capire che nella tua vita aveva fatto incursione questa malattia?

Tutto è iniziato con crisi d'ansia molto forti senza apparente motivo, accompagnato da tristezza e apatia.

Quali sono state le reazioni tue e di chi ti circonda?

Le prime reazioni sono state di paura,preoccupazione, sgomento e impreparazione al dolore.


Come si affronta

Come ti sei curato? Quali le tappe o le fasi più significative del tuo percorso terapeutico?

22 anni di malattia non ancora completamente risolti. Ci si impara a convivere in parte. Cure farmacologiche essenziali per le depressioni maggiori con disturbo Doc. Tanto amore e supporto da parte di tutti i familiari più vicini. Amicizie sincere. Buon stile di vita sport hobbit interessi. Corsi di autostima psicoterapia. Un percorso complesso. Tante le ricadute. Bisogna crederci che c'è la si può fare.


Cosa cambia

Come è cambiata la tua vita da quando hai affrontato/stai affrontando questo problema di salute?

Sì vive un po più giorno per giorno. Si guarda avanti e si cerca di voltarsi indietro il meno possibile. Scoprire cosa veramente ci fa stare meglio. Avere coraggio anche nei momenti più brutti. Indispensabile per me è stata un amica che pur sostenendomi non mi fa mancare anche le strigliate

Quali sono le emozioni che quotidianamente devi affrontare?

Ogni giorno convivo con umore pessimo, una forte ansia e molta paura; molte emozioni negative dovute alla malattia.


Piccoli consigli di Sabrina

Come reagire

Non mollare mai, rialzarsi, ricominciare da zero ancora e ancora. Fidarsi è affidarsi a chi ti ama. Lasciarsi anche guidare. Credere nella vita

Come dirlo alle persone care

Le persone care se ne accorgono a meno che non siano stupide.comunque non avere vergogna di parlarne e di chiedere aiuto

Come informarsi sulle cure migliori

Le informazioni sulla depressione è molto più presente rispetto a qualche decennio fa. Partire parlando anche solo col medico di famiglia spiegando meticolosamente i sintomi.

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