Tumori e neoplasie

Tumori maligni dell'ovaio e altri organi genitali femminili

Tumore maligno dell'ovaio
La storia di Ilaria presso Azienda Ospedaliera di Padova, Padova

Il primo impatto

Come sei arrivato a capire che nella tua vita aveva fatto incursione questa malattia?

Papà mi portò al pronto soccorso perché, tornata a casa da scuola, sentii un peso nella pancia; inizialmente sospettarono fosse appendicite perciò decisero di operarmi in laparoscopia per poi scoprire sotto i ferri che si trattava di una ciste emorragica all’ovaio destro. Trascorsi una settimana in ospedale, dove mi fecero tutti i relativi controlli, dopodiché ritornai alla mia vita di tutti i giorni, anche se gli esami del sangue non erano ancora perfettamente a posto. Infatti poco dopo ero nuovamente in ospedale ma stavolta la situazione non era per niente bella, lo capivo dallo sguardo dei medici e da come guardavano increduli gli schermi che mostravano la mia pancia. Finalmente la dottoressa si decise a parlarmi, e scoprii che il peso enorme che sentivo era una massa tumorale di quattro cm nell’ovaio destro.

Quali sono state le reazioni tue e di chi ti circonda?

Più il primario parlava più mi sembrava un incubo: non poteva essere vero, ma purtroppo niente di tutto ciò era frutto della mia immaginazione e me ne accorsi quando, uscita da quell’ufficio, vidi mio fratello tirare calci alle sedie e mia mamma, mio papà e mio zio guardarmi con gli occhi lucidi come mai prima in vita mia. Da lì iniziava la partita più difficile della mia vita.


Come si affronta

Come ti sei curato? Quali le tappe o le fasi più significative del tuo percorso terapeutico?

Il primo passo è stato crearmi una bella tifoseria composta oltre che dalla mia famiglia anche dai miei amici, dai miei compagni di scuola, dalla mia allenatrice, dalle mie compagne di squadra e anche dai professori perché il mio avversario doveva sapere che non ero sola, che non provavo vergogna.
L'operazione non era bastata, ho dovuto affrontare anche quattro cicli di chemioterapia.


Cosa cambia

Come è cambiata la tua vita da quando hai affrontato/stai affrontando questo problema di salute?

Il cancro non mi poneva limiti ma anzi io li ponevo a lui, perché cercavo di vivere la mia quotidianità di sempre, scherzando, giocando, uscendo e andando a scuola sempre con la mia parrucca e la mia mascherina.

Quali sono le emozioni che quotidianamente devi affrontare?

Il cancro mi toglieva i miei amati capelli pian piano, la mia faccia diventava ogni giorno sempre più gonfia, il mio fisico era sempre più debole dopo ogni ciclo di chemio ma la mia voglia di vincere era più forte di tutto. Non c’è stato un giorno in cui io abbia pensato di mollare.

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