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La storia di Rosanna S

Il primo impatto

Come sei arrivato a capire che nella tua vita aveva fatto incursione questa malattia?

Ho intuito io che qualcosa non andava sin dall’adolescenza, che il mio eccesso di peso si accompagnava a un disagio psicologico.

Quali sono state le reazioni tue e di chi ti circonda?

Nel momento in cui ho preso in mano la situazione e iniziato un percorso di cura, ho provato un grande sollievo. Prima di rivolgermi al centro in cui sono stata seguita, temevo che il mio problema fosse irrisolvibile.


Come si affronta

Come ti sei curato? Quali le tappe o le fasi più significative del tuo percorso terapeutico?

Al San Paolo sono stata seguita con terapie orientate a risolvere il mio problema sul piano fisico e psicologico; non solo, quindi, sono riuscita a perdere 40 chili, ma ho finalmente imparato ad alimentarmi in maniera corretta. Sono stata sottoposta ad esami clinici, ho intrapreso varie terapie e ho trovato sostegno nella frequentazione di gruppi di persone affette da disturbi alimentari di vario tipo.
Ciò che più mi ha colpito è stato l’approccio con il quale viene gestita la malattia: mi sono trovata in situazioni “da film americano”, che credevo impossibili in Italia. Sono stata infatti coinvolta, oltre che in colloqui con gli specialisti, in sessioni di ginnastica, mindfulness, momenti di riflessione sulla emotività, sul sentire, sulla relazione: da tutte queste esperienze ho tratto un grande senso di benessere, che ben presto si è riflesso sul mio corpo.
Dico la verità: all’inizio non capivo il senso di alcune “tappe” del mio percorso, ma piano piano è stato come se tanti pezzi di un puzzle si fossero ricomposti, tanto che oggi mi risulta difficile ricordare come ero prima. Persino adesso, che mi sono trasferita a Torino, l’équipe del San Paolo non mi ha lasciato sola, dandomi indicazioni circa un centro al quale rivolgermi qui in caso di necessità, ossia la Città della Salute, presso l’ospedale Le Molinette, dove lavora un collega della Dottoressa Bertelli.


Cosa cambia

Come è cambiata la tua vita da quando hai affrontato/stai affrontando questo problema di salute?

La mia vita è cambiata in meglio, a cominciare dalla sfera professionale. Ho fatto della mia passione per il canto una professione, oggi sono un contralto gospel. Oltre a essermi reimpossessata del mio corpo, ho trovato la sicurezza in me stessa.

Quali sono le emozioni che quotidianamente devi affrontare?

Posso dire che la mia guarigione mi ha portato a sentire finalmente emozioni che prima non sentivo. La mia sfera emotiva era piatta, i miei sentimenti come anestetizzati. Oggi finalmente provo gioia autentica; anche tristezza e rabbia naturalmente, a volte, ma tutto ha un gusto diverso. Finalmente riesco a catalogare le emozioni, a superare le situazioni dolorose, che ovviamente non possono venire meno, e anche ad accogliere le persone per quelle che sono.


Piccoli consigli di Rosanna

Come reagire

Credo che sia importantissimo cercare sostegno all’interno della propria famiglia, e rivolgersi quanto prima possibile ad uno specialista. Penso che manchi una vera e propria cultura in relazione a problemi come il mio; probabilmente ne soffrivo anche da piccola, infatti da adolescente avevo chiesto aiuto ai miei genitori…ma rivolgersi a uno psicologo tante volte è considerato, erroneamente, una “cosa da matti”, e si rischia così di trascinarsi dietro i propri problemi per tutta la vita.

Come dirlo alle persone care

Credo che se ne debba parlare senza paura. Per quel che mi riguarda, essendo di natura molto estroversa, ho messo subito a parte del mio problema i miei familiari, mio marito, i miei figli, anche se ammetto che non ho sempre avuto il riscontro che mi aspettavo.

Come informarsi sulle cure migliori

Credo che il modo migliore per informarsi sia quello di appoggiarsi ai medici; io ho chiesto aiuto al mio medico curante, che mi ha fatto il nome del Prof. Scarone e del suo centro, descrivendomelo come una realtà all’avanguardia. Rivolgersi a un centro è la cosa migliore da fare, senza paura di sperimentare e di cambiarlo se non risponde alle nostre aspettative.

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